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Diario per l’Esplorazione dei Luoghi tra Napoli ed Ercolano: visioni, domande e desideri condivisi

Dal 22 al 25 maggio 2025, un gruppo di spazi attivi della rete #luoghicomunipuglia ha attraversato Napoli ed Ercolano per una tappa intensa e generativa del percorso di accompagnamento Lo Stato dei Luoghi Comuni.

Tre giorni di visite, ascolto e confronto con realtà culturali e sociali che ogni giorno animano il tessuto urbano dal basso, restituendo valore, significato e senso di appartenenza a luoghi e comunità. Abbiamo esplorato modelli di gestione condivisa, pratiche artistiche trasformative, esperienze di mutualismo, rigenerazione e pedagogia sociale.

Per raccontare tutto questo, abbiamo scelto una forma inedita e partecipata: un diario collettivo costruito a partire dalle restituzioni dei partecipanti, raccolte tramite un questionario strutturato su sei simboli evocativi. Ne è nato un racconto a più mani che restituisce il sentire profondo dei protagonisti e il valore dell’esperienza vissuta.

“Napoli non si visita, si sente. In quattro giorni, questa città ti assorbe l’anima, un abbraccio tra caos sublime e bellezza struggente.”
Grazia Longo da HuBit, Bitetto (BA)

Dopo aver raccontato su Instagram ogni protagonista del viaggio, vogliamo restituire anche la voce collettiva di chi ha preso parte a questa esperienza. Perché Lo Stato dei Luoghi Comuni è prima di tutto una comunità che cresce, si interroga e prova a rigenerarsi nei luoghi che attraversa.

A Napoli ci siamo lasciati sorprendere: dai vuoti urbani che diventano pieni, dalle periferie che si fanno centro, dalle parole che trovano un senso nuovo quando vengono ascoltate davvero.

“Ottima occasione di condivisione di usanze , ideali e best practice.” Francesco Quarta da CiSTA, Carmiano (LE)

Abbiamo visto una città viva, stratificata, ospitale, in cui la cultura non si accontenta di essere un evento ma cerca di essere processo. E abbiamo incontrato spazi capaci di abitare il conflitto e trasformarlo in energia generativa: da Variabile K a Foqus, da Officine Gomitoli alle Catacombe di San Gennaro, fino a Riot Studio, Ex Asilo Filangeri e Teatringestazione.

“Non semplici spazi riqualificati, ma luoghi viventi, animati da relazioni che contano.”  Marco Capone da Parco Pozzelle, Castrignano de Greci (LE)

Napoli ci ha insegnato che la cura dei luoghi è anche una pratica di alleanza, che il margine può diventare centro, e che ogni trasformazione autentica passa per relazioni lente, testarde, quotidiane.

Impressioni sull’Accompagnamento

L’esperienza è stata descritta da tuttə come stimolante, intensa, ricca di spunti e relazioni. Napoli ha lasciato un segno: ha suscitato emozioni, alimentato visioni, attivato nuove consapevolezze. Alcuni hanno parlato di un viaggio che lascia il segno, altri hanno sottolineato la forza del gruppo, il valore degli incontri, la bellezza della contaminazione.

“È stata un’esperienza davvero intensa e stimolante. Ho incontrato persone straordinarie animate da una visione condivisa e concreta di cambiamento.”  Benedetta Rosini da Centro BEcap, Tuglie (LE)

Lo Zaino: cosa vogliamo portare nei nostri spazi

Nel nostro zaino, tornano a casa soprattutto la cura e la relazione. La voglia di ascoltarsi e contaminarsi, di collaborare con altre realtà, di portare bellezza nei luoghi. Portiamo modelli concreti di progettazione partecipata e arte pubblica, visioni radicali di comunità educante, modi di stare nel quartiere con fiducia e responsabilità.

“È stato prezioso scoprire dinamiche di gestione degli spazi comuni innovative e fuori dai canoni, che è utile provare a portare a casa almeno in parte.” Maria Cristina Tanzi da Radio Bachi per Casa Bachi, Polignano a Mare (BA)

La Lavatrice: cosa vorremmo modificare

Vorremmo sicuramente rivedere alcune rigidità e idee preconfezionate, liberə dall’ansia del controllo, dall’ossessione di produrre risultati immediati, dalla retorica dell’efficienza. In lavatrice è finita anche la paura di osare: abbiamo capito che si può creare comunità anche senza ricette perfette, che il valore sta nelle relazioni e nei processi, non solo nei numeri.

“È stata una splendida esperienza che ci ha permesso di stringere legami, conoscerci meglio, conoscere spazi fuori dal nostro contesto e venire a conoscenza di nuove pratiche per gestirli collettivamente.” Adriana Angarano e Marco Modugno dal Chiosco del Giardino Mimmo Bucci di Bari

Il bidone della Spazzatura: cosa scartiamo

Poche, ma chiare le cose da mettere nel bidone: la diffidenza, l’autoreferenzialità, la chiusura. Qualcunə ha parlato della fatica nel riconoscere il valore dell’altro, qualcun altro del bisogno di alleggerirsi da meccanismi forzati che non funzionano più. Scartiamo tutto ciò che ci impedisce di costruire davvero insieme.

“Sono state più di ispirazione le visite agli spazi che intrecciano l’arte nel loro percorso educativo.” Isabella Mileti da Fuori Binaria, Bari

La Lampadina: nuove idee emerse

Le visite e gli incontri hanno acceso idee nuove: immaginare biblioteche viventi nei quartieri, installazioni collettive come forma di narrazione, patti educativi e culturali tra generazioni.

“Gli spazi che abbiamo visitato sono stati prima di tutto di grande stimolo, ma anche molto formativi. I loro racconti, seppur lontani dal mio piccolo contesto, mi hanno dato spunti adattabili.” Noemi Cururachi e Marco De Vito da Cantieri ActionAid, Caprarica di Lecce

Il Punto interrogativo: cosa ci ha fatto riflettere

Tra i dubbi emersi, quelli sull’accessibilità e sull’inclusività delle pratiche visitate. Alcunə si chiedono quanto questi modelli siano replicabili in contesti diversi, altri riflettono su come bilanciare prossimità e apertura. Tuttə, però, tornano con nuove domande. E con la voglia di farsele insieme.

“Abbiamo visitato luoghi unici, visto processi culturali realmente utili per le comunità. Ma più di tutto, mi ha colpito chi li vive: persone vere, appassionate, che mi hanno dato la carica per fare sempre di più.” Bartolo Longo da iNext, San Pietro Vernotico (BR)

La Chiave inglese: strumenti per il futuro

Ci portiamo dietro strumenti concreti: la mappatura emotiva dei luoghi, le assemblee di quartiere, il racconto come pratica di ascolto e connessione. Portiamo anche il metodo: progettare con lentezza, valorizzare le risorse esistenti, mettersi in discussione.

“È stato un percorso altamente formativo che ci ha fornito strumenti concreti per gestire e valorizzare i nostri spazi. Ma più di tutto, ci ha dato nuove consapevolezze sul senso di ciò che facciamo.” Giorgia Tarantino e Mariasole Renna da Exco, Trepuzzi (LE)

“Sono tornato con molte idee attivate e con una forte motivazione a metterle in pratica nei contesti in cui opero.” Mattia Simoniello da Mani in Pasta, Brindisi

Consigli e proposte per il futuro

I partecipanti hanno suggerito alcune migliorie: tempi più distesi, momenti di decompressione, maggiore attenzione all’accessibilità e e alle pause rigenerative.

C’è anche chi propone di trasformare la restituzione finale in un evento aperto, chi immagina formati ibridi di racconto, chi vorrebbe coinvolgere più giovani e più territori. Molti si sono già attivati per raccontare l’esperienza nei propri spazi, attraverso post sui social e pagine di diario.

Una comunità che si riconosce, si rafforza, si prepara

Questo diario non è solo una restituzione: è una traccia viva di un processo in divenire. Le connessioni nate a Napoli non si esauriscono con il viaggio. Si consolidano, diventano alleanze, azioni, visioni comuni.

“Questo accompagnamento è andato oltre l’utilità per il singolo progetto: ha capacitato una rete di spazi, progetti e persone.” Annarita Gentile e Michele Berardi da ExViri, Noicattaro (BA)

In un tempo che spesso ci vuole disillusi e frammentati, questa esperienza ha dimostrato che la cura, l’ascolto e la condivisione generano forza. Napoli ci ha accolti, interrogati, ispirati. E ora ci spinge a continuare: più consapevoli, più uniti, più determinati a far crescere una comunità che non smette di imparare, trasformarsi e costruire.

Abbiamo raccolto idee, domande, connessioni. Alcune torneranno con noi in Puglia, altre resteranno lì, a Napoli, a fare il loro lavoro sotterraneo. Ma tutte, in qualche modo, hanno allargato lo spazio che ci portiamo dentro.

Cosa ci portiamo a casa

Quello che ci portiamo a casa dal viaggio a Napoli è troppo denso per essere racchiuso in un solo formato. Per questo abbiamo immaginato più modi per restituire il senso e la forza di questa esperienza: un’assemblea condivisa per mettere in circolo pratiche e visioni, un “festival dei luoghi comuni” che ci porti anche fuori dagli schemi e magari… dritti al mare.

“Molto bello il clima che si sta creando tra i gestori dei luoghi comuni pugliesi con i quali stiamo condividendo il percorso che amplifica la voglia di fare e collaborare insieme.” Maria Fonsdituri e Roberto Toscano di Balconata Caos, Conversano (BA)

E ancora, una mappa fatta di cartoline, create a mano da chi ha partecipato, per trasformare emozioni e impressioni in segni, immagini, parole da condividere.

“Il termine di questo percorso di accompagnamento non poteva esprimere con più impatto la necessità di riunirsi come rete in un confronto periodico e un supporto reciproco per poter esprimere al meglio il cambiamento che ognuno di noi può portare al territorio e alla comunità pugliese.” Vincenzo Simeone, Sara Suriano e Alessia Sibilano da Officina San Domenico, Andra (BT)

Ci piacerebbe poi rimettere in circolo tutto quello che abbiamo raccolto attraverso modalità di condivisione basate sui temi del nostro diario collettivo, da “zaino” a “chiave inglese”, fino ad arrivare a momenti di co-gestione di attività non formali che tengano viva la nostra capacità di trasformarci insieme.

“Esempi pratici e vitali di come un Luogo Comune può, tramite diversi approcci, strategie e mezzi, essere punto di aggregazione, di comunità, di crescita, di presa di coscienza di che cos’è la responsabilità civile.” Giorgia Corazzola da Cantieri Zoì, Zollino (LE)

Restituire non è solo raccontare cosa abbiamo fatto. È un gesto di cura verso chi ci ha ascoltato, accolto, ispirato lungo il cammino. È un modo per rendere visibile il valore che nasce dal camminare insieme.

“Tra tutti gli spunti e le riflessioni utili per il mio spazio che mi sono portato a casa credo che il concetto più bello e importante sia: INSIEME POSSIAMO FARCELA!” Michele Caputo da Co.Co.Project, Stornara (FG)

Grazie a chi ci ha ospitato nei luoghi visitati, con generosità e verità.

Grazie a chi ci ha accompagnato in questo viaggio, in particolare a Emmanuele e Naomi de Lo Stato dei Luoghi.

Grazie soprattutto alla comunità delle beneficiarie e dei beneficiari di Luoghi Comuni che ogni volta ci ricordano perché vale la pena continuare a cercare, inventare, costruire insieme.