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Da Fuori Binaria una call per ospitare il docu-film “Le cose in frantumi luccicano”

Quanto conta recuperare la genealogia femminista europea?


Tra gli anni Settanta e Ottanta, a Roma, Berlino e Bruxelles, i collettivi femministi trasformarono spazi abbandonati, occupati o concessi in Case delle Donne, luoghi di autonomia politica e pratica collettiva. Nel 1976 a Roma, l’occupazione di Palazzo Nardini rese possibile la creazione della prima Casa delle Donne in Italia, restituendo centralità a soggettività fino ad allora relegate a spazi marginali e privati. A Berlino, nel 1981, l’occupazione dell’ex fabbrica Greiser e Dobritz rispose alla stessa esigenza: costruire uno spazio esclusivamente femminista, paritario e non competitivo. A Bruxelles, dopo anni di incontri in spazi privati e provvisori, nel 1974 il Comune concesse una sede stabile per la Maison des Femmes.
Queste esperienze non furono isolate: riviste e testimonianze dell’epoca documentano l’esistenza di reti femministe transnazionali, informali e non partitiche, in cui pratiche autonome e relazioni politiche circolavano oltre i confini nazionali, anticipando una visione europea del femminismo.


L’organizzazione MOH, che gestisce Fuori Binaria a Bari, in partenariato con realtà europee è intenta a generare un’idea progettuale, nell’ambito del programma CERV-REM Democratic transition, che possa trasformare la memoria in strumento politico, l’archivio in dispositivo vivo, capace di nutrire il presente.


Attraverso pratiche partecipative e linguaggi molteplici, il progetto apre uno spazio di dialogo intergenerazionale, in cui le memorie delle lotte femministe si incontrano con le urgenze del presente.
Fra le attività disegnate prevediamo di riformulare le periferie della Puglia come luoghi di sperimentazione europea dove, attraverso la proiezione del docu-film “Le cose in frantumi luccicano” (2024- diretto collettivamente da Marta Basso, Sara Cecconi, Carlotta Cosmai, Alice Malingri e Lilian Sassanelli), poter ampliare un dibattito quanto mai acceso e presente.
Per condensare reti già attivate e che lavorano contemporaneamente sull’asse giovani e periferie ci rivolgiamo agli spazi della rete Luoghi Comuni come possibili contenitori culturali che possano ospitare la proiezione del film favorendo un dibattito con le comunità di riferimento.

Se il tuo spazio crede nella possibilità di ridistribuire il centro a partire dalle periferie-margine, attraverso la memoria femminista, puoi contattarci all’email info@mohbari.eu condivideremo tutti i dettagli per procedere insieme.